Monolite diviso e distante

 Francesco Arena

Monolite diviso e distante (113 km) di Francesco Arena mette in relazione due contesti e luoghi storici differenti: da una parte il luogo reale nel quale l’opera è installata, la via Francigena meridionale del Lazio creata dal cammino di migliaia di pellegrini e credenti nei secoli; dall’altra il cammino da percorrere in barca che oggi centinaia di migliaia di esseri umani compiono in cerca di una migliore condizione di vita attraversando il Mediterraneo. Le vie francigene che collegano il nord Europa al sud Italia entrano in relazione con un percorso inverso che da sud va verso nord, dall’Africa a Lampedusa, prima frontiera europea. Entrambi i percorsi sono cammini di ricerca, di fede, di speranza che sollecitano riflessioni di ordine culturale le stesse oggetto del laboratorio condotto insieme agli studenti della scuola media “Salvatore Marchetti” (Giulianello). L’opera è una sorta di pietra miliare che segna queste due distanze, un monolite diviso in due attraverso un trauma. Dopo aver modellato in creta un monolite cilindrico, un blocco unico alto 180 cm, l’artista ha diviso longitudinalmente tale menhir in due parti tagliando e tirando in sensi opposti. Da questi stampi sono stati fatti due modelli in cera poi fusi in bronzo. Le due sculture finali conserveranno nelle loro forme la distorsione impressa dall’azione dello strappo di divisione. Una metà del monolite sarà installata sulle rive del Monumento Naturale Lago di Giulianello e l’altra metà lungo la Francigena (che coincide con la Via Consolare Appia Antica) a Terracina, 113 km di distanza l’una dall’altra, la stessa che separa l’Africa dall’Europa. Le due sculture saranno il simbolo di questo strappo storico e sociale che paradossalmente si sta consumando sulle coste di un mare, il Mediterraneo, che per millenni ha rappresentato lo sforzo di una sola cultura fatta da molti popoli, alcuni dei quali oggi vedono nell’Europa la terra dove poter ricominciare, lontano da povertà, guerre, violenze, la terra promessa che negli ultimi 70 anni di storia, dopo due tragiche guerre e la shoah ha costruito una società civile che accoglie, include, comprende, solidale nella misura in cui solo una civiltà può esprimersi.

L’opera sarà installata nei prossimi mesi.